>> L'OASI SI PRESENTA >>  LISTA DEGLI ANIMALI DELL'OASI >> EMYS ORBICULARIS

Emys orbicularis (Linnaeus, 1758)
Testuggine d'acqua

SISTEMATICA E TASSONOMIA
Phylum: Chordata
Classe: Reptilia
Ordine: Testudines
Famiglia: Emydidae
Nel suo ampio areale di distribuzione E. orbicularis mostra una spiccata variabilità geografica. Un tempo considerata specie monotipica, sono oggi descritte diverse sottospecie, di cui le seguenti presenti in Europa:
- E. o. orbicularis: Europa settentrionale, occidentale, centrale e sudorientale. Generalmente, a nord delle Alpi e a nord ed est delle Alpi Dinariche, compresi i Balcani centrali ed orientali. In Grecia, limitata al nord-est. Nella Penisola iberica, solo immediatamente a sud dei Pirenei.
- E. o. galloitalica: Costa spagnola nordorientale, seguendo il Mediterraneo francese fino all'Italia nordoccidentale, occidentale e sudoccidentale, fino alla Calabria. Presente anche in Corsica e Sardegna (introduzione preistorica). Coesiste con E. o. hellenica in gran parte della Basilicata e sulla costa orientale italiana.
- E. o. hellenica: Dalla costa e dalle pianure italiane sudorientale, orientale e nordorientale fino alla Slovenia occidentale, poi erso sud lungo la costa adriatica fino alla Grecia, compresi Peloponneso, Eubea e isole al largo della costa turca.
- E. o. ingauna. Liguria occidentale (provincia di Savona).
- E. o. occidentalis: Penisola iberica, eccetto nord-est. Presente anche in Africa settentrionale.
La testuggine presente in Sicilia (e segnalata episodicamente anche in Calabria meridionale) è stata descritta come specie autonoma (Emys trinacris) da diversi autori (a partire da 2005 Fritz et al.); secondo altri invece sembra non differenziarsi più di altre sottospecie e sembra mantenere comunque un importante flusso genico delle zone di contatto.
Quindi da un lato il Comitato tassonomico della Societas Europaea Herpetologica (2020 Speybroeck et al.) ha suggerito di adottare al momento una posizione conservativa e di trattare E. trinacris come una sottospecie di E. orbicularis, in attesa di ulteriori studi per risolvere le complicate relazioni del complesso Emys. Dall’altro invece in Turtles of the world 9th Edition, il Turtle Taxonomic Working Goup (2021 TTWG) sposa la separazione tra le due entità tassonomiche.
La situazione si complica ulteriormente in molte zone di contatto tra le diverse entità tassonomiche, dove risulta spesso un po' confusa la separazione effettiva fra le differenti forme; tra le altre, spiccano ad esempio le situazioni delle popolazioni nella Spagna nordorientale a sud dei Pirenei (galloitalica, occidentalis e orbicularis) e della Calabria (galloitalica, hellenica e trinacris).
Poiché infine la (re)introduzione delle testuggini palustri europee negli utlimi decenni è stata spesso praticata senza particolari approfondimenti genetici sulla compatibilità delle popolazioni donatrici, diverse situazioni in tutto il areale contengono ora mix di diverse sottospecie, ad esempio lungo la costa mediterranea francese sudoccidentale oppure vicino a Roma

CARATTERISTICHE
La Testuggine palustre europea è una specie di dimensioni molto variabili. Gli esemplari mediterranei misurano solitamente appena 12-16 cm, mentre in Europa centrale e orientale superano anche i 20 cm di lunghezza; testa e collo sono di colore marrone scuro, con un motivo variabile di macchie o punti gialli che nelle femmine appare più pronunciato, mentre nei maschi più anziani può anche scomparire completamente. Non sono mai presenti striature longitudinali come quelle di altre testuggini d'acqua dolce autoctone europee o alloctone introdotte. La forma del carapace è ovale, piuttosto appiattita o solo leggermente bombata. A differenza delle tartarughe d'acqua dolce, che hanno cara pace e piastrone saldati da un ponte osseo fisso, qui il "ponte" di connessione è cartilagineo e mobile, simile a cuoio. Gli esemplari più anziani possiedono inoltre una cerniera trasversale che attraversa il piastrone, la cui parte anteriore è quindi anch'essa mobile. Il carapace va dal marrone scuro al nero, con un motivo variabile (a seconda delle sottospecie) di macchie e striature gialle o biancastre, spesso a disposizione radiale. Le regioni di colore chiaro scompaiono con l'avanzare dell'età. Il piastrone è giallo e presenta un motivo di macchie nere caratteristico per ciascuna sottospecie. Così la forma nominale E. o. orbicularis esibisce un piastrone quasi completamente nero, mentre nella maggior parte delle popolazioni del Mediterraneo è di colore giallo. Le dita delle zampe posteriori sono provviste di robusti artigli collegati tra loro da membrane interdigitali. La coda è relativamente lunga. I maschi, solitamente più piccoli rispetto alle femmine, sono caratterizzati da un piastrone leggermente concavo e da una coda proporzionalmente più lunga e spessa.
Dimensioni delle popolazioni: un tempo molto numerose, nella sola Laguna di Venezia i pescatori di inizio secolo potrebbero averne catturato ogni anno sino a 200.000 esemplari (Bruno, 1986). Tale notizia è peraltro molto dubbia. Forse comunque anche per questa ragione, le popolazioni attuali sono molto più esigue. In alcuni casi sono costituite da qualche decina di individui adulti (Rovero et al., 1996), in altri casi possono superare il centinaio.
Sex ratio: il rapporto sessi può variare da un maschio per femmina a un maschio ogni tre femmine. In una popolazione del Delta del Po (Bardello), Mazzotti (1995) ha trovato una sex ratio di 1:2 (23.6% maschi, 57.5% femmine e 18.9 immaturi). Questo strano sbilanciamento della sex ratio in senso femminile può essere il risultato di un meccanismo misto (cromosomico ed ambientale) di determinazione del sesso (Servan et al., 1989; cfr. Balletto, 1995).
Rapporti con altre specie: i giovani sono soggetti ad una intensa pressione predatoria da parte di volpi e mustelidi, aironi e corvidi. La pressione sugli individui adulti, ad eccezione di quella esercitata dell’uomo, è molto più debole.
Specie onnivora, prevalentemente carnivora. Si ciba sia di invertebrati (prevalentemente insetti acquatici, molluschi e oligocheti), che di vertebrati (pesci, girini, anfibi adulti, giovani serpenti e anche piccoli mammiferi).
Comportamento riproduttivo: in Friuli gli adulti sono già attivi a Marzo, con temperature dell’acqua di 8°-10°C (Dolce et al., 1982). Gli accoppiamenti, che avvengono per lo più in acqua, possono essere osservati da marzo ad ottobre (periodo di attività della testuggine), ma sono più frequenti nei primi mesi primaverili. Il maschio, una volta avvicinata la femmina, le nuota a fianco, questa può affondarsi leggermente consentendo quindi al maschio di montarle sul dorso. L’accoppiamento dura circa un’ora. Il picco delle deposizioni è tra giugno e luglio. La femmina pronta a deporre le uova si allontana, spesso di notte, dall’ambiente acquatico e dopo un’attenta cernita sceglie il sito di nidificazione. Qui scava una buca profonda 8-30 cm e larga 6-10 cm ove depone da 8 a 10 uova, ciascuna delle quali pesa 6-8 g ed ha dimensioni 3-4 cm x 2-3 cm. Una stessa femmina può accoppiarsi e deporre uova più volte nel corso dell’anno.
Sviluppo: le uova schiudono dopo qualche mese dalla loro deposizione (se la deposizione è avvenuta alla fine dell’estate la schiusa può avvenire all’inizio della primavera successiva). I piccoli alla schiusa hanno un carapace lungo 20-30 mm. L’accrescimento è molto lento e a sei anni le dimensioni raggiunte non superano i 60-70 mm. La maturità sessuale viene raggiunta tra i 6 e gli 8 anni in entrambi i sessi. Le tartarughe acquatiche sono animali molto longevi con durata media della vita di 20 o 50 anni.

COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE
E. orbicularis ha un ampio areale di distribuzione ed è ampiamente diffusa nel Paleartico occidentale:È presente dall’Africa settentrionale (Marocco, Algeria, Tunisia) all’Europa meridionale e centrale sino alla Danimarca, Polonia e Lituania; a est dal Portogallo alla Penisola Balcanica, attraverso l’Anatolia, coste del Mar Caspio (incluso l’Iran settentrionale) fino al Lago di Aral. È localmente estinta in Svizzera e in Germania occidentale e in forte declino in Francia ed in Austria. In Italia è presente un po’ ovunque, lungo la penisola, e nelle isole maggiori (Sardegna, Sicilia e Corsica). Al Nord è diffusa nelle regioni orientali (Veneto, Emilia-Romagna), più rara in Lombardia, risulta estinta in molte zone del Piemonte, della Valle d’Aosta e della Liguria. Predilige i territori di bassa quota spingendosi raramente oltre i 500 m, ma nell’Italia meridionale non è raro trovarla a quote superiori, eccezionalmente sino a 1500 m. Nel corso di questo ultimo secolo, in Italia, la specie è comunque divenuta sempre più rara, con popolazioni più esigue ed isolate.

DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA
Acque ferme o a lento corso, preferibilmente con una ricca vegetazione rivierasca ed emergente, ma anche in assenza di questa. Trascorre gran parte del tempo nell’habitat acquatico anche se non è raro osservarla quando si sposta in ambiente terrestre o, più frequentemente, quando è ferma sulle rive o su tronchi d’albero in attività di termoregolazione. Le temperature dell’aria ottimali si aggirano intorno a 20-24 °C, anche se è stata osservata in attività a temperature inferiori a 10 °C. Può svernare sia sul fondo degli stagni, sia a terra. Le uova vengono deposte sempre a terra. La temperatura preferenziale è di normale attività è di 20°-24°C; in primavera, tuttavia, possono scaldarsi al sole fino a raggiungere valori termici di oltre 30°C, mentre in estate, al disopra dei 25°C gli animali tendono a termoregolarsi in modo da mantenere le temperature cloacali a 23°-25°C.

STATO DI CONSERVAZIONE DELLE POPOLAZIONI REGIONALI
Valutazione IUCN regionale: VU A2ce

PRINCIPALI FATTORI DI MINACCIA
Le cause principali di declino di questa specie sono:
- La progressiva scomparsa degli habitat acquatici e il deterioramento di quelli ancora presenti. L’ intensa urbanizzazione di molte zone di pianura, soprattutto costiere, e le opere di captazione e regolazione delle acque hanno comportato la scomparsa di molte aree umide minori in cui questa specie era presente.
. La cattura sregolata effettuata soprattutto in tempi anni passati effettuata per scopi commerciali ha contribuito alla rarefazione ed estinzione di diverse popolazioni locali.
- Il rilascio in natura intenzionale di Trachemys scripta (ogni anno di migliaia di individui. soprattutto della sottospecie T. s. elegans) crea ulteriori problemi a E orbicularis. La specie alloctona compete ecologicamente (risorse trofiche, territorio e siti di nidificazione) e può introdurre potenziali patologie. Inoltre, svolge una significativa pressione addizionale anche su anfibi (stadi adulti e soprattutto larvali) e altera gli habitat. Per questi motivi, Trachemys scripta è stata inclusa nella lista di specie esotiche vegetali e animali di rilevanza unionale (black list) pubblicata il 14 luglio 2016, nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
ssendo una specie semi-acquatica, E. orbicularis è potenzialmente minacciata durante la sua attività terrestre dalla viabilità più prossima alle zone umide. Soprattutto le femmine durante la stagione di deposizione potrebbero essere investite dai veicoli in transito mentre cercano un sito riproduttivo adatto vicino alle strade (ad es. banchine laterali) o mentre le attraversano durante la migrazione riproduttiva.

MISURE DI TUTELA E CONSERVAZIONE
-La salvaguardia degli habitat di specie è essenziale e, anzi, devono essere predisposti interventi, soprattutto in pianura, per la ricostituzione di stagni e piccole zone umide nelle aree più vocate.
- Le misure di protezione esistenti, tra cui il divieto di cattura a fini commerciali e di detenzione illegale, devono essere mantenute e fatte rispettare rigorosamente, accompagnandole da campagne di sensibilizzazione sia verso il pubblico generalista sia verso target di nicchia (appassionati di tartarughe e testuggini).
- Devono essere sviluppate azioni efficaci di contrasto al rischio di sostituzione competitiva da parte di Trachemys scripta. In base al Regolamento di Esecuzione (UE) 2016/1141, questa è ora considerata specie aliena invasiva e tutti gli stati membri sono obbligati ad attuare 1) vigilanza preventiva (ad es. sistemi di allerta precoce, accompagnati da divieto assoluto di importazione, allevamento, commercio e detenzione illegale); 2) in caso di prima presenza locale non consolidata, svolgimento di azioni di eradicazione rapida; 3) quando ciò non fosse più possibile, attuazione di tutte le possibili politiche di controllo e contenimento (ad es. divieto di liberazione in natura di esemplari legalmente detenuti, cattura degli esemplari liberati illegalmente con confinamento in aree appositamente predisposte e gestite).
- È necessaria anche una più incisiva gestione di altre specie alloctone invasive o potenzialmente invasiva (altre tartarughe aliene, pesci del genere Cyprinus e altre specie ittiche introdotte), in particolare nelle zone umide protette. È anche necessario sensibilizzare i pescatori sportivi sul rischio e l'impatto dell'ingestione di ami da parte delle testuggini.
- Rispetto all’impatto eventuale della mortalità stradale, questo è stato ampiamente studiato per gli emididi nordamericani, mentre per testuggine palustre europea esiste invece una scarsa bibliografia, soprattutto di tipo aneddotico. Sono quindi necessari monitoraggi che verifichino la consistenza effettiva del fenomeno e che localizzino gli eventuali punti focali di rischio. Oltre alla realizzazione di barriere antiattraversamento e di eventuali sottopassi faunistici (interventi validi anche molte altre specie della cosiddetta fauna minore), una soluzione pratica ed economica potrebbe essere quella di creare, tra le zone umide frequentate e la viabilità, diversi habitat-cuscinetto di tipo terrestre idonei alla deposizione della specie, per rendere superfluo l'attraversamento della stessa rete stradale.

SEGNALAZIONI NELL'OASI
DATA STAZIONE RILEVATORE NOTE
06/07/2006 Bacino di monte Andrea Serra (Ecosistema) 4 individui in basking sulle sponde vicino all'osservatorio

Webmaster: Ecosistema scrl
Consulenze e Servizi per la conservazione della Natura e lo sviluppo ecosostenibile - Copyright © 2006-2013 Ecosistema scrl