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Vipera aspis (Linnaeus, 1758)
Vipera comune

SISTEMATICA E TASSONOMIA
Phylum: Chordata
Classe: Reptilia
Ordine: Squamata
Famiglia: Vioeridae

CARATTERISTICHE
Attiva dalla fine dell'inverno all'nizio dell'autunno. Terricola ed eliofila con abitudini prevalentemente diurne evita comunque le ore più calde delle giornate estive. La si rinviene spesso allo scoperto durante la termoregolazione. Relativamente lenta nei movimenti è una specie timida tende a fuggire e nascondersi appena avverte un pericolo. Specie velenosa ma morde l'uomo raramente e solo se molestata molro da vicino, toccata o calpestata. Se importunata può assumere una posa minacciosa con il corpo raggomitolato e la testa eretta ed emettere sibili.
Predatrice prevalentemente di micromammiferi, ma anche di Anfibi e Sauri. I giovani cacciano anche Invertebrati. Le prede vengono uccise con il veleno.
Specie vivipara. L'accoppiamento, preceduto da combattimenti ritualizzati tra maschi, avviene generalmente a primavera inoltrata, il parto (8-9 piccoli) avviene ad estate inoltrata.

COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE
Distribuita nell'Europa centro-occidentale, dal limite orientale della Spagna alla Francia centrale e meridionale, Svizzera occidentale e meridionale, Italia ad esclusione della Sardegna. Distribuzione altitudinale per l'Italia: 0-2800 m

DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA
Ben distribuita e diffusa nel settore appenninico, in pianura è molto rarefatta.
Frequenta una vasta gamma di habitat, sia naturali che antropici, con una certa predilezione per gli ambienti soleggiati, la si ritrova in boschi luminosi e loro margini, fasce ecotonali in genere, bordi incolti di aree coltivate, zone cepugliate, pascoli, siepi, muri a secco, aree rocciose, cumuli di detriti litoidi, giardini e parchi.

STATO DI CONSERVAZIONE DELLE POPOLAZIONI REGIONALI
Valutazione IUCN regionale: LC
Valore conservazionistico delle popolazioni regionali: Valore conservazionistico: Medio
Specie relativamente comune che presenta localmente elevate densità, apparentemente in è uno stato di conservazione non particolarmente sfavorevole.

PRINCIPALI FATTORI DI MINACCIA
Diminuzione di naturalità degli agroecosistemi e gestione irrazionale delle aree forestali, alterazioni delle catene trofiche dovute all'uso in agricoltura di sostanze chimiche. Persecuzione da parte dell'uomo.

MISURE DI TUTELA E CONSERVAZIONE
Educazione alla conoscenza e al rispetto della specie, salvaguardia e creazione di zone ecotonali e corridoi ecologici, sia per il rifugio e la dispersione della specie, sia funzionalmente alla presenza delle prede.

SEGNALAZIONI NELL'OASI
DATA STAZIONE RILEVATORE NOTE
18/09/2012 Casa della Natura Andrea Serra (Ecosistema)

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