|
>> L'OASI SI PRESENTA >>
LISTA DEGLI ANIMALI DELL'OASI
>> NATRIX HELVETICA
Natrix helvetica (Lacépède, 1789)
Natrice dal collare barrata
SISTEMATICA E TASSONOMIA
Phylum: Chordata
Classe: Reptilia
Ordine: Squamata
Famiglia: Colubridae
Sinonimi: Natrix natrix helvetica Mertens, 1934 L'epiteto generico deriva deriva dal latino "natrix-icis" (= nuotatrice), che si riferisce all'abilità delle bisce d'acqua di vivere e cacciare in fiumi e zone umide. L'epiteto specifico deriva da "helveticus" (= elvetico e quindi, per estesione, svizzero) a sua volta dal nome latino "Helvetii" (= Elvezi), il popolo celtico che abitava quel terriorio; si riferisce al luogo di raccolta (“Mont-Jorat & de ses environs” , presso Losanna in Svizzera) dell'olotipo originale usato da Lacépède come campione di riferimento nella sua descrizione della specie nel 1789.
Il complesso Natrix natrix (Linnaeus, 1758) s.l. è stato a lungo trattato come un'unica entità diffusa in tutta Europa e nell'Asia temperata, tradizionalmente ricco di numerosissime sottospecie.
Recenti ricerche molecolari hanno invece indicato:
- come buona parte di tali sottospecie non sia supportata geneticamente (Speybroeck et al. 2016);
- soprattutto che il taxon Natrix natrix s.l. è viceversa costituito da tre cluster geograficamente distinti, ognuno dei quali oggi riconosciuto come specie buona.
In particolare si distinguono oggi:
a) Natrix astreptophora - penisola iberica, regioni francesi confinali e popolazioni disgiunte nel Nord Africa (Porkrant et al. 2016),
b) N. helvetica - Europa settentrionale, centrale e penisola italiana (Kindler et al. 2017),
c) N. natrix (Linnaeus, 1758) s.s. - parte dell'Europa centrale, tutta quella orientale e in Asia, dove si estende fino alla Siberia meridionale e al Medio Oriente.
Per qunato riguarda N. helvetica, Kindler, Fritz et al. (2018) hanno scelto "provvisoriamente" di riconoscere cinque sottospecie tradizionali sulla base di dati molecolari e morfologici: N. h. cetti, N. h. corsa, N. h. lanzai e N. h. sicula, oltre alla forma nominale. Questi autori riconoscono però che i taxa N. h. cetti (riferito a popolazioni sarde) e N. h. corsa (riferito a quelle corse) non sono "univocamente" distinti; anzi, è probabile rappresentino la stessa forma, ma gli autori raccomandano di mantenerli per il momento separati per favorire la loro conservazione, poiché entrambi sono ad oggi considerati taxa rari e a rischio. Successivi dati microsatellitari (Schultze et al. 2020) suggeriscono infatti che N. h. cetti non sia davvero distinto da N. h. corsa, ma tale studio si basa su un campione di piccole dimensioni. Fritz e Schmidtler (2020) consigliano per questo la raccolta di ulteriori dati prima di sinonimizzare formalmente N. h. corsa all'interno di N. h. cetti, poiché ciò potrebbe avere implicazioni negative per la conservazione della popolazione sarda.
Nello stesso lavoro, questi ultimi autori hanno anche sinonimizzato N. h. lanzai all'interno di N. h. siculus, cosiderando questo come unico taxon sottospecifico per l’italia continentale e per la Sicilia.
CARATTERISTICHE Le dimensioni di N. helvetica possono raggiungere nelle femmine una lunghezza massima di 190-200 cm, mentre nei maschi fino a 120-140 cm. Di solito gli esemplari sono comunque più piccoli (femmine 110-150, maschi 70-110). A parità di sesso e ed eta, gli esemplari di questa specie sono in genere più grandi di quelli delle due specie sorelle (N. natrix, N astreptophora).
N. helvetica presenta una squama preoculare (eccezionalmente 2) e di norma 7 squame sopralabiali. Le squame dorsali del tronco sono carenate, quelle dorsali della coda debolmente carenate o lisce. Come N. natrix e N. astreptophora, mostra un collare formato da due bande semilunari scure appena dietro la testa, affiancate anteriormente da due bande biancastre o giallastre quasi sempre evidenti ma che tendono a ridursi con l’età (negli esemplari più anziani, soprattutto nelle femmine, questo anello può essere completamente assente). Dorso e fianchi sono grigiastri o tendenti al marrone chiaro, con file longitudinali di macchie e barre scure che formano un motivo a strisce lungo i fianchi (carattere diagnostico della specie). Il ventre è biancastro con numerose e grosse macchie scure variamente disposte (secondo diversi autori, l'identificazione individuale può essere possibile in base a tale ornamentazione). Di rado si osservano esemplari con livrea nera (melanotici); che, in Italia, sono maggiormente frequenti in Friuli-Venezia Giulia.
Confusioni - Quando le bande chiare sulla nuca non sono evidenti, si può confondere con Natrix tessellata, che però ha di norma due squame preoculari (anziché di norma una) e 8 sopralabiali (anziché 7). La natrice dal collare oiientale (N. natrix, specie sorella) è di aspetto molto simile ed è presente solo nell’Italia Nord-orientale (zona di contatto fra gli areali dei due taxa). La natrice viperina (N. maura) presenta dimensioni minori ed è presente in Sardegna, Piemonte e Liguria (e in limitate porzioni della Lombarida e dell'Emiia-Romagna occidentale). Gli esemplari a livrea nera (melanotici) si possono confondere con quelli ad analoga livrea nera di Biacco, il quale però ha le squame del dorso lisce (anziché carenate) e 8 sopralabiali (anziché 7). I giovani si possono confondere con quelli di Natrice tassellata e altri Colubridi Attiva prevalentemente da marzo a ottobre è una specie soprattutto diurna, agile sia in ambiente terrestre che acquatico, in estate è più attiva nelle prime ore della giornata e al tramonto, in primavera e autunno è attiva nelle ore centrali della giornata. Se disturbata può attuare tanatosi, emissioni di liquido nauseabondo dalla cloaca oppure imitare la Vipera nelle movenze e nella forma del capo. Predatore soprattutto di Anfibi e più raramente di Pesci, micromammiferi Sauri e nidiacei. I giovani si nutrono di piccoli Anfibi e loro larve, Invertebrati e piccoli Pesci. Gli accoppiamenti avvengono di norma a primavera inoltrata, talvolta in autunno (in tal caso le femmine svernano con le uova fecondate), più maschi compiono combattimenti ritualizzati e corteggiano contemporaneamente più femmine. La deposizione avviene in estate in ammassi di detriti vegetali e non, cavità, buchi, muretti a secco, la schiusa avviene a tarda estate.
COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE Specie ad ampia diffusione, entità eurocentroasiatica magrebina. È presente in quasi tutta Europa, fino al 67° parallelo nord. Si trova in Asia occidentale e Centrale e ad oriente sino al lago Baikal. In Italia è ampiamente diffusa, è rara e localizzata solo in Sardegna. Distribuzione altitudinale per l'Italia: 0-2300 m (il numero di segnalazioni decresce all'aumentare della quota)
DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA Specie ampiamente diffusa e ben distribuita Specie euriecia meno acquatica delle congeneri, da giovane preferisce ambienti umidi con acqua dolce o salmastra di ogni tipo, sia lentici che lotici, naturali e artificiali, gli esemplari maturi frequentano anche ambienti boschivi, prati, pascoli, zone rocciose e aree antropizzate.
STATO DI CONSERVAZIONE DELLE POPOLAZIONI REGIONALI Valutazione IUCN regionale: LC Valore conservazionistico delle popolazioni regionali: Valore conservazionistico: Medio La specie non sembra essere in contrazione, non appare in uno stato conservazionistico particolarmente sfavorevole.
PRINCIPALI FATTORI DI MINACCIA Essendo specie tipica delle grandi zone umide, può essere minacciata dai cambiamenti del paesaggio e dall'intensificazione dell'agricoltura. Poiché ha areale individuale relativamente ampio per un serpente, è particolarmente colpita dalla frammentazione degli habitat idonei e dalla interruzione dei corridoi ecologici.
A lungo termine, alcuni fattori ipossono portare al declino di singole popolazioni:
- Bonifica di zone umide e tombatura di piccole raccolte d'acqua.
- Nuove urbanizzazioni in aree perifluviali e perilacustri;
- Utilizzo massivo di corpi idrici per attività ricreative.
- Trasfpormazioni dell'uso del suolo di habitat terrestri dionei (in genere per nuovi per insediamenti e viabilità).
- Frammentazione degli habitat di specie dovuta alla costruzione di strade.
- Gestioni errate di agroecosistemi, con perdita di naturalità e scomparsa di superfici ecotonali vegetate aperte, anche di modeste dimensioni.
- Pesticidi e/o eccessiva fertilizzazione, che, percolando nei corpi idrici, contribuiscono direttamente al declino della specie (avvelenamento oppure per bioaccumulo) o indirettamente (riduzione delle prede, in particolare anfibi).
- Persecuzione degli ofidi dettata da ignoranza (impatto forse più marginale rispetto ad altre specie) .
MISURE DI TUTELA E CONSERVAZIONE Raccomandazioni per la conservazione:
- Salvaguardia di zone umide idonee.
- Ripristino e rinaturalizzazione di corpi idrici lentici e lotici, anche di piccole dimensioni.
- Mantenimento della vegetazione ripariale e creazione di zone cuscinetto ai bordi di corsi d'acqua e di zone umide esistenti.
- Promozione della connettività tra habitat di specie esistenti.
- Creazione di zone umide con ecosmosaici di macchie e radure come destinazione finale di aree di cava attuali e future in zone idonee (in partcolare in pianura e lungo terrazzi perifluviali).
- Potenziamento del controllo dei prelievi idrici e degli scarichi.
Misure specifiche di progettazione puntuali e gestione:
- Incentivazione di pratiche colturali a basso impatto sugli ecosistemi.
- Controllo dell'invasione naturale di arbusti allinterno di superfici erbacee utilizzate dalle popolazioni locali per la termo regolazione.
- Creazione(/potenziamento di habitat per anfibi.
- Creazione in arre idonee alla specie di micro-biotopi diversificati (cumuli di pietre e legname, mucchi composti) che possono costituire potenziali siti di deposizione delle uova e di ibernazione degli idividui.
| SEGNALAZIONI NELL'OASI |
| DATA |
STAZIONE |
RILEVATORE |
NOTE |
|
09/04/2017
|
OASI (in generale)
|
Maselli Mirco
|
|
|
08/04/2017
|
Stazione di inanellamento
|
Maselli Mirco
|
Fotografia
|
|
20/04/2013
|
Pozze
|
Andrea Serra (Ecosistema)
|
|
|