>> L'OASI SI PRESENTA >>  LISTA DEGLI ANIMALI DELL'OASI >> CORONELLA GIRONDICA

Coronella girondica (Daudin, 1803)
Colubro di Riccioli

SISTEMATICA E TASSONOMIA
Phylum: Chordata
Classe: Reptilia
Ordine: Squamata
Famiglia: Colubridae
La specie fu formalmente descritta nel 1803 con il protonimo di Coluber girondicus da François Marie Daudin zoologo francese, all’interno della sua opera in otto volumi “Histoire naturelle, générale et particulière, des Reptile”. Successivamente, la specie fu spostata nel genere Coronella (descritto da Josephus Nicolaus Laurenti nel 1768) assumendo quindi il binomio Coronella girondica.
L’epiteto generico deriva dal latino coronella (=”piccola corona”), dalla macchia a volte a forma di cuore o corona sulla parte posteriore della testa, mentre quello specifico dal latino girondica (=“della Gironda”), dipartimento del sud-ovest della Francia con capoluogo Bordeaux, dove fu raccolto l’olotipo.
Viene considerato come taxon monotipico dalla maggior parte degli erpetologi. La sottospecie Coronella girondica amaliae (Boettger, 1881), riferita alle popolazioni nordafricane, non viene attualmente riconosciuta come valida. Sono comunque sono stati identificati almeno cinque cladi diversi, uno dei quali (nel sud-est della penisola iberica) è morfologicamente e geneticamente ben differenziato e potrebbe potenzialmente giustificare il riconoscimento come sottospecie distinta, con ulteriori ricerche.

CARATTERISTICHE
È un serpente piccolo, piuttosto snello ed elegante, con squame lisce e lucide. Come tutti colubridi europei, i suoi occhi hanno pupille rotonde. La colorazione dorsale è variabile. Il colore di fondo può essere brunastro, con variazioni dal chiaro allo scuro, grigio topo, giallo chiaro, ocra, rossastro o rosato. Sono presenti anche macchie più scure, il più delle volte piccole barre irregolari disposte in diagonale, a volte divise in due o collegate da due linee longitudinali. Anche il colore di queste macchie è variabile. Spesso sono bordate di nero in modo irregolare. Quasi ogni squama è finemente punteggiata di rosso o nero. Macchie più diffuse adornano i fianchi. Rispetto al colubro liscio, è più snello ed elegante, la sua testa è più distinta e il suo muso è leggermente più lungo ma anche più arrotondato. La sua parte ventrale è bicolore, con uno sfondo giallo, arancione o rosso contrastato da un motivo a scacchiera nero, che a volte forma due linee, mentre il colubro liscio ha parte ventrale uniforme. Come il colubro liscio, ha una banda nera dietro l'occhio che si estende fino al collo, ma questa non continua dall'altro lato dell'occhio fino alla punta del muso. Una piccola linea scura, simile a una lacrima, è anche caratteristica della specie, ma non è sempre presente. Sulla sommità della testa, la macchia scura sulla nuca è spesso leggermente differenziata, formando una sorta di corona. La mezzaluna che collega i due occhi, curvandosi verso il muso, è più frequente e più pronunciata.
Più termofila della congenere, prevalentemente terricola e molto elusiva ha abitudini crepuscolari e notturne. E' attiva dalla primavera alla fine dell'estate.
Predatore, si nutre prevalentemente di sauri ma può predare anche micromammiferi e piccoli serpenti.
Specie ovipara, gli accoppiamenti avvengono a primavera inoltrata e possono essere preceduti da combattimenti tra maschi. Le uova, mediamente da 1 a 4, vengono deposte all'inizio dell'estate e la schiusa avviene in tarda estate.

COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE
Presente nel Mediterraneo occidentale. In 'Europa sud-occidentale vive in quasi tutta la Spagna e il Portogallo, in Francia meridionale e in alcune parti dell'Italia nord-occidentale e centrale. È presente anche nel Nord Africa: in Marocco, Algeria e Tunisia.
In Italia è maggiormente comune nel versante tirrenico settentrionale. Distribuzione altitudinale per l'Italia: 0-1000 m (netta prevalenza <400 m).

DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA
Presente solo nel settore appenninico, ha distribuzione frammentaria, è particolarmente rarefatta nel settore occidentale. Essendo molto simile alla congenere è verosimile che vi siano errori nelle segnalazioni.
Vive in ambienti xerici e termofili, in particolare boschi aperti e comunità erbaceo-arbustive, bordi stradali e ferroviari, terreni incolti, spesso in habitat mediterranei come gariga, macchia e coste rocciose. Viene spesso osservata anche attorno a vecchie cataste di vegetazione e in luoghi sassosi (cumuli di pietre, muri a secco, ecc.). Può infine essere osservata anche ai margini di zone umide. Può adattarsi inoltre ad ambienti antropici, a condizione che le sue prede principali, lucertole e gechi, siano abbondanti. A volte vive anche sui tetti, trovando nascondigli ideali tra le tegole; è infatti molto abile nell'arrampicarsi sui muri di pietra. È specie più termofila del colubro liscio. Le due specie hanno comunque nicchia ecologica che si può in gran parte sovrapporre e quindi tendono ad escludersi a vicenda. Nei territorî dove sono entrambe presenti, C. girondica frequenta le aree più xeriche, soleggiate e mediterranee, mentre C. austriaca quelle più fresche e umide, in genere a quote più elevate.

STATO DI CONSERVAZIONE DELLE POPOLAZIONI REGIONALI
Valutazione IUCN regionale: LC
Valore conservazionistico delle popolazioni regionali: Particolarmente rarefatta nel versante adriatico dell'Italia, in Emila-Romagna si trovano molti ambienti favorevoli. Valore conservazionistico: Medio-alto
Probabilmente la sua distribuzione è sottostimata, ma è ipotizzabile una contrazione generale della specie.

PRINCIPALI FATTORI DI MINACCIA
- Sensibile al degrado delle peculiarità ambientali e all’impoverimento delle disponibilità trofiche, scompare rapidamente già a seguito della semplice attività agricola che rimuove rocce e cespugli autoctoni nei campi coltivati (aree dove invece persistono comunque gli altri serpenti meno specializzati).
- In diverse zone mediterranee, le popolazioni sono localmente minacciate dalla perdita di habitat legate agli incendi controllati.
- Sembra sensibile al disturbo causato dalla diffusione di cinghiale (Sus scrofa).
- Mortalità sulle strade dovuta a investimenti, soprattutto in periodo primaverile.
- Persecuzione intenzionale da parte dell'uomo.

MISURE DI TUTELA E CONSERVAZIONE
- Misure di miglioramento ambientale attraverso la salvaguardia e la creazione di siepi e cespuglieti con specie vegetali autoctone, aree marginali incolte, muri a secco, cataste di legna e pietrame.
- Connettività tra popolazioni disgiunte, attraverso la creazione di corridoio ecologici e/o lo sviluppo di stepping stones, ad esempio attraverso una manutenzione mirata dei corridoi delle linee elettriche aeree. Queste potrebbero rappresentare importanti strutture per la connettività fra gli habitat di colubro di Riccioli e di altre specie xerotermiche.
- Gestione e manutenzione delle superfici erbose seminaturali (prati e pascoli) attraverso pascolo estensivo o sfalcio con falciatrici a barra falciante (che tagliano a un'altezza di 10-15 cm), anziché con falciatrici rotanti e trinciatrici a livello del suolo;
- Conservazione e manutenzione, nonché cura adeguata, di radure forestali più strutturate, ampi margini di campo e mantelli forestali con una frangia distinta, argini e pendii aperti con esposizioni calde.
- Divieto di pasturazione di cinghiali negli habitat di colubro di Riccioli, per evitare l’aumento artificiale della densità di predatori.
- Divulgazione delle norme di tutela regionali sulla Fauna Minore e loro applicazione più puntuale.
- Educazione alla conoscenza e al rispetto degli ofidi.

SEGNALAZIONI NELL'OASI
DATA STAZIONE RILEVATORE NOTE
09/10/2019 Prati incolti in libera evoluzione lungo sentiero Andrea Serra (Ecosistema)
06/06/2016 B&B Rio Conco Papa Francesca

Webmaster: Ecosistema scrl
Consulenze e Servizi per la conservazione della Natura e lo sviluppo ecosostenibile - Copyright © 2006-2013 Ecosistema scrl