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LISTA DEGLI ANIMALI DELL'OASI
>> SAXICOLA RUBICOLA
Saxicola rubicola (Linnaeus, 1766)
Saltimpalo
SISTEMATICA E TASSONOMIA
Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Passeriformes
Famiglia: Muscicapidae
Sinonimi: Saxicola torquatus (Linnaeus, 1766) Il saltimpalo europeo fu formalmente descritto nel 1766 dal naturalista svedese Carlo Linneo nella XII edizione del suo Systema Naturae con il nome binomiale Motacilla rubicola. La specie fu poi inserita nel genere Saxicola, introdotto dal naturalista tedesco Johann Matthäus Bechstein nel 1802.
Il nome scientifico Saxicola significa "abitante delle rocce", dal latino saxum, che significa "roccia", e incola, che significa "che abita". L'epiteto specifico combina il latino rubus, che significa "rovo", e incola, che significa "che abita".
In passato, saltimpalo europeo era considerato conspecifico con saltimpalo siberiano Saxicola maurus (Pallas, 1773) e con saltimpalo africano, Saxicola torquatus (Linnaeus, 1766) raggruppati tutti insieme nella super specie saltimpalo comune S. torquatus. Uno studio del 2002, che utilizzava sequenze del citocromo b del mtDNA e prove di fingerprinting microsatellitare del DNA nucleare, ha fortemente supportato la loro attuale separazione in tre specie distinte. A causa di un'incomprensione delle regole della nomenclatura zoologica, il nome S. torquatus fu erroneamente utilizzato per il saltimpalo europeo anziché per il saltimpalo africano. Tuttora in Italia viene quasi sempre impiegato quest’ultimo binomio per la specie europea.
Attualmente sono riconosciute due sottospecie debolmente definite all’interno di S. rubicola:
- S. r. rubicola (Linnaeus, 1766) – Nel sud e nell'est del suo areale, dalla Danimarca a sud-ovest fino alla Spagna e al Marocco, a est fino alla Polonia e all'Ucraina e a sud-est fino alla Turchia. Sverna in Nord Africa e Medio Oriente.
- S. r. hibernans (Hartert, E, 1910) – Europa nord-occidentale nelle zone costiere atlantiche, nella Norvegia sud-occidentale, in Gran Bretagna, Irlanda e Francia nord-occidentale. Anche gli uccelli delle coste del Portogallo sono spesso classificati come appartenenti questa sottospecie, ma questa classificazione è tuttora molto controversa.
CARATTERISTICHE Simile nell’aspetto allo Stiaccino, il Saltimpalo si differenzia da quest’ultimo per l’assenza del sopracciglio, una coda leggermente più lunga e ali in proporzione più corte. Il maschio ha il capo prevalentemente nero, interrotto da chiazze bianche sul collo che formano un collare incompleto. Il petto è tendente al castano e vira all’arancione al centro, la gola è nera. La femmina è più opaca con un sopracciglio bianco sporco appena accennato. Gli individui più giovani si caratterizzano per la tonalità bruna e da striature nere sulle parti superiori, mentre quelle inferiori sono grigio-bianche.
COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE Il Saltimpalo europeo nidifica dalle Isole Britanniche, dalla Francia, dalla Spagna e dal Maghreb a ovest, fino alla Turchia settentrionale, al Caucaso e alla regione del Don in Russia a est, in un areale continuo che include il Mar Nero. La sottospecie hibernans nidifica in Irlanda, Gran Bretagna, Bretagna e sulla costa occidentale della Spagna.
La maggior parte degli uccelli è residente, ma alcuni sono migratori parziali (uccelli irlandesi, uccelli provenienti dalle altitudini più elevate).
DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA Il Saltimpalo è un uccello che vive in habitat aperti e semiaperti, coltivati ??o meno, con una minima presenza di elementi boschivi, ma non troppi.
L'elenco delle diverse facies abitate dalla specie è quindi lungo, dal livello del mare a quasi 2.000 m sulle Alpi: brughiere, habitat litorali, margini di grandi paludi, torbiere, prati, maggesi (in particolare quelli militari), aree agricole, habitat ruderali, bordi stradali lineari, ecc. Questi habitat sono frequentati in tutte le stagioni, ad eccezione degli habitat d'alta quota, dove gli uccelli scendono in pianura in inverno.
PRINCIPALI FATTORI DI MINACCIA La specie ha conosciuto un certo declino un po' in tutta Europa a partire dagli anni '50 e, comunque, anche nelle aree dove ora sembra stabile o in incremento, conosce forti fluttuazioni periodiche.
In Italia è specie poco o per nulla studiata ma la bibliografia europea individua alcune pressioni/minacce principali:
- La perdita di habitat riproduttivi dovuta all'intensificazione agricola, che include la creazione di ampi campi aperti, la distruzione di cespugli e siepi, la trasformazione dei pascoli in campi coltivabili, l'imboschimento di terreni incolti e brughiere e la distruzione di una vegetazione strutturalmente diversificata a causa di incendi incontrollati e altri disturbi antropici.
- La riduzione del pascolo nelle brughiere e nelle praterie costiere che tendono quindi a imboschirsi anche spentamente.
- Gli inverni rigidi che in alcune zone del Nord Europa hanno causato fluttuazioni importanti nelle popolazioni locali.
Per la conservazione a lungo termine, viene segnalato come significato anche l’impatto legato ad usi massicci di erbicidi che riducono la disponibilità di piante infestanti, fonte di cibo per molti insetti. Poiché la specie è principalmente insettivora, il declino delle popolazioni di insetti influisce direttamente sulla sua capacità di trovare cibo sufficiente per sé e per i nidiacei durante il periodo riproduttivo. Anche i trattamenti autunnali e invernali possono ridurre la disponibilità di semi di piante autoctone o infestanti che costituiscono in questi periodi fonti supplementari e indispensabili di cibo.
MISURE DI TUTELA E CONSERVAZIONE Richiede misure di conservazione su larga scala per preservare gli habitat di specie attraverso la promozione di pratiche agricole non intensive. Queste possono includere:
- il mantenimento di alberi, cespugli e siepi sparse nei campi,
- il divieto di rimboschimenti su praterie, pascoli o brughiere,
- qyuanto meno il mantenimento di fasce tampone erbacee (tagliate ogni 3-4 anni per impedirne l'evoluzione) nelle aree a gestione agricola intensiva.
| SEGNALAZIONI NELL'OASI |
| DATA |
STAZIONE |
RILEVATORE |
NOTE |
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26/03/2017
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Stazione di inanellamento
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Maselli Mirco
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1/0 - decade 09/2017
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01/01/2004
28/02/2007
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OASI (in generale)
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Tinarelli Roberto (Ecosistema)
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nidificante nelle aree contigue
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