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Anax imperator Leach, 1815
Imperatore comune

SISTEMATICA E TASSONOMIA
Phylum: Arthropoda
Classe: Hexapoda
Ordine: Odonata
Famiglia: Aeshnidae

CARATTERISTICHE
È la più grande delle libellule europee (66-84 mm).
I maschi si distinguono per il torace uniformemente verde (senza fasce anteumerali né bande laterali) e l’addome blu con una larga banda nera centrale. Le femmine si distinguono da quelle di A. parthenope per l’assenza di tubercoli occipitali. Davanti agli occhi (sulla fronte verde) si trovano una striscia trasversale azzurra e subito dietro un piccolo disegno pentagonale nero.
Nei maschi l’addome è blu con una linea dorsale nera continua che, su tutti i segmenti, presenta bordi frastagliati e dentati, mentre nelle femmine e negli individui immaturi tende all'azzurro-verdognolo, con una banda longitudinale marrone leggermente più larga.
Gli occhi sono verdi-blu, con al massimo sfumature marroni.
Le ali sono perfettamente trasparenti negli individui giovani e diventano più fumose in quelli vecchi. Le vene sono marroni e il pterostigma è lungo (4.8-5 mm) e di colore marrone-rossastro.
Può essere confusa con A. parthenope e A. ephippiger. A. imperator ha comunque torace e primo segmento addominale sempre verdi e mai marroni o grigiastri. Un sottile anello giallo sul secondo segmento addominale è caratteristico negli individui immaturi di A. imperator che sono ancora verdi. L’anello giallo è in realtà tipico degli esemplari maturi di A. parthenope che sono invece in gran parte marroni.
La larva raggiunge dimensioni ragguardevoli, fino a 55 mm di lunghezza, mentre le larve del genere Aeshna restano sempre sotto i 50 mm. Gli occhi sono molto grandi e il punto più largo del capo si trova distintamente dietro il centro del capo stesso (nel genere Aeshna davanti). Le spine laterali sono sviluppate solo sui segmenti da 7 a 9. Per distinguerla dalla larva di Anax parthenope, si deve osservare nel maschio la placca sopra-anale lunga più o meno quanto larga e lunga quanto la metà dei cerci (in A. parthenope è più lunga che larga, lunga 1/3 dei cerci), mentre nelle femmine l'ovopositore è lungo 2/3 del segmento 9 (in A. parthenope è lungo la metà del segmento 9).
Vola da maggio a ottobre, con il maggior numero di individui tra giugno e agosto.
Gli adulti, dal volo possente, si spostano parecchio e non è raro vederli cacciare lontano da qualunque raccolta d' acqua. È invece poco frequente vedere queste libellule ferme su un posatoio.
I maschi adulti sono in grado di rimanere in attività per ore senza posarsi, al di sopra degli stagni, ai confini dei boschi o sui campi. Sembrano sorvolare un territorio ben definito dal quale allontanano in particolare le altre grandi specie di libellule.
Il regime alimentare degli adulti comprende quasi esclusivamente insetti: mosche, farfalle, coleotteri, neurotteri ecc, ma talora riescono ad attaccare, a fior d'acqua, addirittura girini.
Le larve stazionano di norma tra le piante acquatiche, attaccando larve di insetti acquatici, piccoli pesci, girini, giovani tritoni, oltre ad esemplari della loro stessa specie.
I primi accoppiamenti si svolgono in giugno e proseguono fino al termine del periodo di volo. Durante l'accoppiamento, maschi e femmine assumono la tipica posizione "a cuore", nella quale il maschio trattiene la femmina dietro la testa utilzzando le appendici terminali presenti nell'ultimo segmento dell'addome.
Le femmine, una volta fecondate, inseriscono le loro uova entro gli steli delle piante acquatiche (Potamogeton, Myriophyllum, ecc .), talora anche in vegetali morti galleggianti. I maschi generalmente non accompagnano le femmine durante l'ovideposizione.
Per deporre le uova, le femmine si posano solitamente a distanza dalla riva, su vegetali galleggianti esposti alla vista, mentre le femmine di altri Esnidi preferiscono cercarsi un punto nascosto, a ridosso della riva o sulla terraferma.
Le uova schiudono dopo tre-sei settimane.
Lo sviluppo delle larve è abbastanza rapido e nell'Europa meridionale può compiersi anche in tre o quattro mesi. È comunque in grado di svernare negli stadi più svariati, ma in genere tutte le larve di un medesimo habitat si sviluppano quasi simultaneamente a libellule compiute.

COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE
Ha distribuzione ampiamente olomediterranea: si osserva in Europa, ad eccezione delle regioni più settentrionali, ma anche in Nord-Africa, nel Vicino Oriente e in parte dell'Asia (dalla Penisola araba all'Asia centrale e all'India).
Come per molte altre libellule, la specie si sta espandendo verso Nord a causa del riscaldamento globale: è stata trovata nel meridione della Svezia, fino ad Upsala, mentre nelle isole britanniche, il limite settentrionale è salito negli ultimi decenni di circa 80 km, raggiungendo la Scozia.
Distribuzione in Italia: Presente e molto comune in tutta Italia.

DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA
Comune presso tutte le raccolte di acqua con abbondante vegetazione ripariale (fossi, pozze, stagni, laghi, anche in prossimità del mare, alla foce dei corsi d'acqua, talora anche ambienti artificiali come invasi, cave, serbatoi ecc). È assente presso i piccoli specchi d'acqua a rischio di prosciugamento. Può comunque essere presente anche nelle zone risicole, dove però non si riproduce.

SEGNALAZIONI NELL'OASI
DATA STAZIONE RILEVATORE NOTE
14/05/2017 Bacino Osservatorio Anfibio Andrea Serra (Ecosistema) 1 maschio in pattugliamento
19/06/2016 Stagno B&B Rio Conco Andrea Serra (Ecosistema)
24/05/2014 Pozze recintate aperte Andrea Serra (Ecosistema) Maschio in volo di passaggio
24/05/2014 Osservatorio anfibio Andrea Serra (Ecosistema)

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