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Regulus regulus (Linnaeus, 1758)
Regolo

SISTEMATICA E TASSONOMIA
Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Passeriformes
Famiglia: Sylviidae
Specie politipica con sette sottospecie, tre delle quali solo per le Isole Azzorre. In Europa è presente la sottospecie nominale regulus (Linnaeus, 1758). Il Regolo forma una superspecie con Regulus satrapa del Nord-America (Mayr e Short 1970).

CARATTERISTICHE
Passeriforme di dimensioni minuscole, inferiori a quelle del Regulus ignicapillus e del Phylloscopus collybita, presenta una corporatura tondeggiante con ali e coda piuttosto corte. La specie mostra limitato dimorfismo sessuale. L’abito riproduttivo del maschio è caratterizzato da parti superiori oliva, tendenti al grigio sulla nuca e al giallo sul groppone. Sul capo è presente un disegno caratteristico formato da una banda giallo-aranciata bordata di nero. Largo anello perioculare biancastro e parti inferiori del corpo bianco sporco con sfumature fulve e giallastre. La femmina è praticamente identica al maschio con però le tinte arancio del vertice ridotte o assenti e tonalità delle parti superiori leggermente più chiare e meno brillanti. Il giovane appare simile all’adulto ma senza ornamentazione giallo-nera sul vertice. L’iride è bruna-marrone, mentre il becco è bruno-nerastro nell’adulto e bruno-rosato nel giovane, le zampe sono brunastre. Si differenzia dal congenere Regulus ignicapillus essenzialmente per l’assenza di sopracciglio bianco.
Specie tipicamente arborea che con movimenti continui esplora minuziosamente le chiome, anche a testa in giù, raccogliendo le prede anche dal lato inferiore delle foglie. In periodo riproduttivo è tipicamente legato agli ambienti forestali di conifere. Di indole territoriale durante la riproduzione. Al di fuori del periodo riproduttivo si unisce spesso agli stormi di alimentazione di altre specie (ad esempio Paridi) ma l'associazione non è mai forte. La coesistenza con il congenere Fiorrancino è pacifica e sono documentate scarsissime interazioni aggressive.
La dieta comprende Insetti, soprattutto Emitteri, Collemboli e larve di Lepidottero, e Ragni. I Collemboli sono la risorsa trofica principale dei nidiacei subito dopo la schiusa. Il cibo durante la stagione riproduttiva, è raccolto alle estremità dei rami, raramente al suolo o tra l'erba. D'inverno non è raro osservarlo in alimentazione sul terreno e, dopo le prime nevicate, direttamente sulla superficie innevata. Contrariamente al congenere Fiorrancino, sulle conifere si alimenta soprattutto dove i rami sono più fitti.
La specie nidifica in Italia. La stagione riproduttiva inizia ad aprile inoltrato e, come nel caso del Fiorrancino viene deposta una doppia covata, di 7-13 uova. La femmina cova per 14-15 giorni.
La longevità massima registrata risulta di 5 anni e 1 mese.

COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE
Specie a distribuzione euroasiatica.
E’ diffuso in quasi tutta Europa, in Asia centrale ed orientale, nelle isole Azzorre (Brichetti 1976). In Islanda, Giordania, Egitto e Marocco è stato segnalato come accidentale.
In Italia è ampiamente distribuito su tutta la catena alpina, mentre la sua presenza diviene molto discontinua sulla dorsale appenninica, dove la specie appare meno comune e localizzata. Manca completamente dalle isole (Maffei 1993). Le quote massime di nidificazione si situano intorno ai 1.900 m nelle Alpi Lombarde (Brichetti 1986) e sino ai 2.100 m su quelle Piemontesi (Mingozzi 1988).
L'areale della specie è in espansione in Scozia e in Finlandia.
I settori riproduttivi più settentrionali sono abbandonati completamente col sopraggiungere della cattiva stagione, i quartieri di svernamento si trovano all'interno dell'areale di nidificazione o poco più a sud; la proporzione di individui stanziali aumenta progressivamente procedendo verso i settori più meridionali. Sulle Alpi la specie abbandona le stazioni più in quota per unirsi ai migratori nordici nelle zone pedemontane o di pianura e collina (Mingozzi 1988).
L'Europa ospita, secondo Tucker e Heath (1994), 17-120 milioni di coppie, più della metà nidificanti in Russia (10-100 milioni). Altri contingenti europei importanti si trovano in Svezia (1-3 milioni) e Germania (1-2 milioni di coppie); in Italia è stimata una popolazione di 200.000-400.000 coppie (Meschini e Frugis 1993). La maggior parte delle popolazioni europee sono stabili.

DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA
Specie molto diffusa come migratrice e svernante su tutto il territorio regionale. La popolazione nidificante è localizzata nei boschi di conifere della fascia appenninica nelle province di Piacenza, Parma, Reggio-Emilia, Modena, Bologna, Ravenna e Forlì. La popolazione nidificante regionale è stata stimata di 500-1.000 coppie negli anni ’90 (Gustin et al. 2000). Mancano informazioni dettagliate sulla consistenza della popolazione svernante regionale che però si ritiene complessivamente stabile.
Frequenta boschi di conifere, misti o con tassi, e parchi, boscaglie e giardini con conifere. Nidifica nelle foreste pure o miste di abeti dell’alto Appennino.

STATO DI CONSERVAZIONE DELLE POPOLAZIONI REGIONALI
Valutazione IUCN regionale: LC
Consistenza della popolazione regionale: Popolazione nidificante: 500-1.000 coppie negli anni ’90 (Gustin et al. 2000).
Popolazione svernante: non vi sono informazioni sufficienti.
Valore conservazionistico delle popolazioni regionali: La significatività della popolazione nidificante regionale è trascurabile a livello nazionale.
A livello europeo lo stato di conservazione della popolazione è considerato sicuro (BirdLife International 2004).

PRINCIPALI FATTORI DI MINACCIA
Il principale fattore limitante nelle aree di riproduzione è costituito dal taglio a raso e dalla ceduazione delle formazioni forestali a conifere sia mature e sia artificiali d’alto fusto.

MISURE DI TUTELA E CONSERVAZIONE
Le azioni proponibili per la tutela della specie in Emilia-Romagna consistono nel:
- garantire la tutela delle aree di nidificazione note,
- prevenire tagli eccessivi delle formazioni forestali di conifere sia primarie sia artificiali,
- limitare i tagli negli impianti artificiali di conifere con più di 80 anni,
- favorire la presenza nelle faggete ceduate oltre i 1.200 metri di quota di un bosco misto naturale, soprattutto con Abete bianco e Tasso.
E’ evidente inoltre che sono necessarie specifiche ricerche per definire meglio e/o aggiornare distribuzione e consistenza di questa specie.

SEGNALAZIONI NELL'OASI
DATA STAZIONE RILEVATORE NOTE
18/11/2017 Stazione di inanellamento Maselli Mirco 2/0 - decade 32/2017
05/11/2016 Stazione di inanellamento Maselli Mirco 2/0 - decade 31/2016
14/11/2015 Stazione di inanellamento Maselli Mirco 2/0 - decade 32/2015
31/10/2015 Stazione di inanellamento Maselli Mirco 1/0 - decade 31/2015
01/01/2004 28/02/2007 OASI (in generale) Tinarelli Roberto (Ecosistema) presente in autunno-inverno

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