|
>> L'OASI SI PRESENTA >>
LISTA DEGLI ANIMALI DELL'OASI
>> PASSER MONTANUS
Passer montanus (Linnaeus, 1758)
Passera mattugia
SISTEMATICA E TASSONOMIA
Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Passeriformes
Famiglia: Passeridae
Passera mattugia fu descritta per la prima volta da Carl Linnaeus nella X edizione del Systema Naturae (1758), come Fringilla montana. Successivamente, insieme ad altri passeri, fu presto spostata nel nuovo genere Passer, creato dallo zoologo francese Mathurin Jacques Brisson nel 1760.
Il binomio specifico deriva da due parole latine: passer = "passero" e montanus = "delle montagne" (da mons = "montagna").
Questa specie presenta poche variazioni nell'aspetto all'interno del suo vasto areale e le differenze tra le sette sottospecie esistenti riconosciute da Clement sono lievi. Sono state proposte almeno ulteriori 15 sottospecie, ma vengono considerate intermedie rispetto a quelle elencate di seguito e non sigificative
- Passera mattugia europea (P. m. montanus), sottospecie nominale, è presente in tutta Europa, ad eccezione della penisola iberica sud-occidentale, della Grecia meridionale e dell'ex Jugoslavia. Nidifica anche in Asia a est del fiume Lena e a sud fino alle regioni settentrionali della Turchia, del Caucaso, del Kazakistan e della Mongolia, nonché in Corea del Nord.
- Passera mattugia del Caucaso (P. m. transcaucasicus), descritta da Sergei Aleksandrovich Buturlin nel 1906, nidifica dalle regioni meridionali del Caucaso a est fino all'Iran settentrionale. È più opaca e grigia della sottospecie nominale.
- Passera afgana (P. m. dilutus), descritta da Charles Wallace Richmond nel 1856, è presente nell'estremo nord-est dell'Iran, nel nord del Pakistan e nell'India nord-occidentale. Segnalata anche più a nord, dall'Uzbekistan e dal Tagikistan a est fino alla Cina. Rispetto al P. m. montanus, è più chiara, con parti superiori marrone-sabbia.
-Passera tibetana (P. m. tibetanus), la sottospecie più grande per dimensioni, è stata descritto da Stuart Baker nel 1925. Si trova in Himalaya settentrionale, dal Nepal a est attraverso il Tibet fino alla Cina nord-occidentale. Assomiglia a P. m. dilutus, ma è più scura.
- P. m. saturatus, descritto da Leonhard Hess Stejneger nel 1885, nidifica a Sachalin, nelle Isole Curili, in Giappone, Taiwan e Corea del Sud. È di colore marrone più scuro rispetto alla sottospecie nominale e ha un becco più grande.
- P. m. malaccensis, descritto da Alphonse Dubois nel 1885, è diffuso dall'Himalaya meridionale fino a Hainan e all'Indonesia. È sottospecie di colore scuro, come P. m. saturatus, ma è più piccola e più striata sulle parti superiori.
- P. m. hepaticus, descritto da Sidney Dillon Ripley nel 1948, si riproduce dall'Assam nord-orientale alla Birmania nord-occidentale. È simile nell'aspetto a P. m. saturatus, ma più rossa sulla testa e sulle parti superiori.
CARATTERISTICHE Specie simile ma leggermente più piccola di passera d’Italia.
La sommità della testa e la nuca dell'adulto sono color castano intenso ed è ben visibile una macchia nera a forma di rene su ciascuna guancia bianca (che la differenzia da passera d’Italia). Il mento, la gola e l'area tra il becco e la gola sono neri. Le parti superiori sono marrone chiaro striate di nero e le ali marroni hanno due distinte barre bianche strette. Le zampe sono marrone chiaro e il becco è blu piombo in estate, diventando quasi nero in inverno.
Rispetto ad altri passeri, maschio e femmina presentano piumaggio identico.
COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE La Passera mattugia è ampiamente distribuita in Eurasia, dove manca solo alle estreme latitudini settentrionali ed in Asia meridionale, dalla Turchia fino all'India. Specie principalmente sedentaria, soprattutto nel settore occidentale dell'areale riproduttivo dove solo una piccola frazione di individui intraprendono movimenti migratori a corto raggio diretti verso sud o sud-ovest. Movimenti autunnali su scala più ampia interessano soprattutto le popolazioni che vivono nelle porzioni settentrionali dell’areale.
n Italia è nidificante sedentaria, migratrice e svernante ed è una delle specie a più ampia distribuzione; è infatti presente dal comparto alpino fino alle latitudini più meridionali della Penisola ed le isole maggiori. Introdotta in Sardegna, nidifica anche in buona parte delle isole minori.
DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA Predilige zone agricole con predominanza di colture cerealicole e foraggere, vigneti, campagne alberate, incolti, casolari, villaggi rurali, margini di aree densamente urbanizzate. Nidifica in cavità naturali e artificiali. Nelle aree urbane è in competizione con la Passera d’Italia
PRINCIPALI FATTORI DI MINACCIA Passera mattugia ha in Italia uno stato di conservazione cattivo, a causa di una contrazione di popolazione e del degrado e della riduzione degli habitat ottimali. Anche a livello continentale lo stato di conservazione della specie non è favorevole.
Come per altre specie di passeri, tra i fattori di minaccia rilevanti si hanno:
- la riduzione dei siti riproduttivi a causa delle ristrutturazioni e degli interventi di sistemazione degli edifici,
- la diminuzione di risorse importanti per l’alimentazione, anche al di fuori della stagione riproduttiva, causata da cambiamenti nelle pratiche agricole.
Le variazioni intervenute nei metodi di coltivazione, in particolare, possono risultare particolarmente significative per questa specie, molto più legata agli ambienti agricoli rispetto ai congeneri, e anche l’abbandono delle pratiche agricole estensive rappresenta un importante fattore di minaccia.
L’uso eccessivo di pesticidi, la perdita di habitat marginali, boschetti, piccoli incolti, siepi, filari e lo spostamento verso la semina autunnale dei cereali sono probabilmente all’origine dei decrementi registrati in diverse aree dell’Italia centro-settentrionale.
MISURE DI TUTELA E CONSERVAZIONE Il mantenimento di un ambiente agricolo idoneo alle esigenze ecologiche della specie, con siepi e filari, e la riduzione dell’uso massiccio di pesticidi, sono fattori indispensabili per il futuro della specie.
In linea generale, per favorirne la presenza è opportuno mantenere condizioni idonee alla riproduzione nei siti ospitanti coppie nidificanti, come cascine, “torri passeraie”, ecc.
È stato anche osservato come la specie possa beneficiare della posa di opportune cassette-nido in contesti potenzialmente idonei, quali frutteti e vigneti non intensivi, aree semi-aperte coltivate o pascolate, ma prive di potenziali siti di nidificazione.
Specie poco studiata, ad eccezione di contributi locali relativi soprattutto alla biologia riproduttiva; sarebbe auspicabile studiare ecologia, biologia riproduttiva e fattori influenzanti la dinamica di popolazione.
| SEGNALAZIONI NELL'OASI |
| DATA |
STAZIONE |
RILEVATORE |
NOTE |
|
01/01/2004
28/02/2007
|
OASI (in generale)
|
Tinarelli Roberto (Ecosistema)
|
nidificante nelle aree contigue
|
|