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Passer italiae (Vieillot, 1817)
Passera d'Italia

SISTEMATICA E TASSONOMIA
Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Passeriformes
Famiglia: Passeridae
Sinonimi: Passer domesticus italiae (Vieillot, 1817)
Passera d'Italia fu originariamente descritta come specie distinta (Fringilla italiae Vieillot 1817) per poi passare successivamente all’interno del genere Passer.
Sin da questa descrizione, lo status del taxon è cambiato ripetutamente a seconda dei concetti di speciazione applicati. È stato variamente considerato ibrido stabile tra passera europea (Passer domesticus) e passera sarda (Passer hispaniolensis) o come una sottospecie di entrambi i taxa. Studi scientifici condotti in passato hanno prodotto risultati contrastanti. Anche quelli più recenti non hanno fornito risultati univoci e derimenti.
Alcune analisi cromosomiche di passera d'Italia hanno evidenziato ad esempio una certa distinzione da passera europea, ma il DNA mitocondriale ne suggeriva invece una parentela. Un'analisi del DNA condotta da Jo Hermansen, Glenn-Peter Sætre e altri scienziati norvegesi, pubblicata su Molecular Ecology nel 2011, ha ipotizzato come passera d'Italia abbia avuto origine da antica ibridazione tra passera europea e passera sarda, presentando frammenti di DNA mitocondriale di entrambe le specie parentali.
Alcuni studi in aree di nidificazione simpatrica con passera sarda hanno mostrato come le specie non si ibridassero, altri invece sì. Ulteriori ricerche hanno poi segnalano come invece si ibridasse con passera europea in una zona di contatto nelle Alpi, ma qui le popolazioni sono comunque caratterizzate da cambiamenti relativamente bruschi di piumaggio maschile specie-specifici, che suggerivano quindi come potesse essere presente, in ogni caso, anche un parziale isolamento riproduttivo basato sul piumaggio stesso.
Numerosi articoli pubblicati alla fine del XX secolo, che, oltre ai metodi classici, includevano anche bioacustica, biologia riproduttiva, genetica molecolare e studi cromosomici, hanno suggerito come passera d’Italia abbia maggiore vicinanza con passera sarda che con passera europea. Al contrario, uno studio del 1988 su segmenti genici di 15 isoenzimi polimorfici data la separazione di passera d’Italia da passera europea a soli 15.300 anni mentre, al contrario, quella da passera sarda a ben 113.300 anni. Nel 2001 sono state esaminate la sequenza genica mitocondriale del citocromo b e di altri pseudogeni mitocondriali di almeno due diversi individui delle specie coinvolte. Queste analisi mostrano meno differenze tra passera d’Italia e passera europea (deviazione 0,54%) rispetto a quelle tra passera d’Italia e passera sarda (deviazione 2,66%). Tali studi genetici e molecolari, a loro volta, sono contraddetti da un'analisi del DNA del 2002 dei microsatelliti, che suggerisce l'origine di passera d’Italia da una popolazione di passera sarda.
Nel 2013 il Congresso Ornitologico Internazionale ha definitivamente riconosciuto il rango di specie distinta così come molte autorità tassonomiche, tra cui Handbook of the Birds of the World, anche solo per comodità vista la non concludenza dei diversi studi svolti.

CARATTERISTICHE
Presenta un ebvidente dimorfismo sessuale: il maschio ha dorso e ali marroni, screziati di nero e bianco, testa bruno nocciola, nero sulla gola che continua in un bavaglino scuro sul petto; la femmina, come i giovani, presenta una colorazione molto più sbiadita, con dorso bruno chiaro striato di nero e ocra, petto e gola grigiastri. Il maschio è abbastanza simile alla Passera mattugia, dalla quale si distingue soprattutto per una maggiore estensione del bavaglio nero sul petto e per l’assenza della macchia, anch’essa nera, all’interno del bianco delle guance, tipica della Passera mattugia.

COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE
La siua distribuzione comprende l’Italia, la Corsica, il Canton Ticino (Svizzera), oltre che Creta, dove è stata verosimilmente introdotta. La popolazione è quasi totalmente concentrata in Italia. Dispersiva, compie movimenti anche di una certa portata, attualmente poco conosciuti.

DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA
Si rinviene praticamente in tutti gli ambienti antropici, dai villaggi ai centri storici, alle aree periferiche e agricole.

PRINCIPALI FATTORI DI MINACCIA
Come passera europea in altri Paesi, anche passera d’Italia ha mostrato un declino notevole negli ultimi decenni, le cui cause sono difficili da individuare con precisione.
Tra i fattori che possono avere concorso a determinarne il calo:
- la riduzione dei siti idonei alla nidificazione,
- la diminuzione di specie preda importanti per l’alimentazione dei pulli,
- la carenza di cibo anche al di fuori della stagione riproduttiva, causata da cambiamenti nelle pratiche agricole.
In termini generali, il declino dei passeri nelle aree urbane europee sembra essere in qualche modo legato ai cambiamenti socio-economici avvenuti negli ultimi quarant’anni: è probabile che le aree soggette a maggiore sviluppo urbano abbiano subito cambiamenti della struttura dell’habitat, con conseguente impatto su successo riproduttivo e disponibilità di cibo.
Viene anche segnalato, come fattore di impatto, la predazione in ambito urbano da parte dei gatti domestici e ferali.

MISURE DI TUTELA E CONSERVAZIONE
Per assicurare un futuro alla specie, occorre mantenere condizioni idonee alla riproduzione nei siti ospitanti le colonie nidificanti (a cominciare da cascine e torri passeraie), rendendo eventuali interventi di ristrutturazione compatibili con le sue esigenze ecologiche.
I problemi riscontrati nelle parti più antiche dei centri urbani sono probabilmente da mettere in relazione con interventi di ristrutturazione degli edifici condotti anche durante il periodo riproduttivo della specie.
Mancano comunque studi finalizzati ad individuare i fattori responsabili del declino della specie; questo aspetto rappresenta probabilmente la principale lacuna conoscitiva da colmare nel più breve tempo possibile. Sarebbe importante verificare quali fattori possono influenzare densità, sopravvivenza e successo riproduttivo, quantomeno in alcune aree campione.

SEGNALAZIONI NELL'OASI
DATA STAZIONE RILEVATORE NOTE
01/01/2004 28/02/2007 OASI (in generale) Tinarelli Roberto (Ecosistema) nidificante nelle aree contigue

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