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>> L'OASI SI PRESENTA >>
LISTA DEGLI ANIMALI DELL'OASI
>> MOTACILLA CINEREA
Motacilla cinerea Tunstall, 1771
Ballerina gialla
SISTEMATICA E TASSONOMIA
Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Passeriformes
Famiglia: Motacillidae
Il nome binomiale della ballerina gialla, Motacilla cinerea, fu introdotto da Marmaduke Tunstall nella sua pubblicazione del 1771 "Ornithologia Britannica".
Motacilla è il nome latino della ballerina bianca; sebbene in realtà sia un diminutivo di motare, "muoversi", fin dal Medioevo portò all'equivoco di cilla come "coda". Il termine specifico cinerea deriva dal latino "grigio cenere" da cinis, "cenere".
Le relazioni di questa specie non sono ben definite; appartiene al clade non africano delle ballerine gialle, la cui morfologia esterna è confusa, e i dati di sequenza del citocromo b del mtDNA e della subunità 2 della NADH deidrogenasi non sono in grado di chiarire con certezza le loro relazioni. Sebbene la specie attuale sia probabilmente più strettamente imparentata con le ballerine gialle e alcune ballerine testablu, l'esatta natura di questa parentela non è chiara.
Sono riconosciute diverse sottospecie:
- M. c. cinerea Tunstall, 1771 – Europa, Nord Africa e Asia Minore fino al Caucaso e a sud fino all'Iran settentrionale e sud-occidentale.
- M. c. melanope Pallas, 1776 – Asia settentrionale dagli Urali al Mare di Okhotsk e a sud fino alla Mongolia e alla Cina orientale, nonché regioni montuose dal Tien Shan all'Afghanistan orientale e verso est lungo l'Himalaya.
- M. c. robusta (C. L. Brehem, 1857) – Kamchatka e l'Estremo Oriente russo fino a sud fino alla Corea e al Giappone.
- M. c. patriciae Vaurie, 1957 – Azzorre.
- M.c. schmitzi Tschusi, 1900 – Madeira.
- M.c. canariensis Hartert, 1901 – Isole Canarie.
CARATTERISTICHE Motacillide di medie dimensioni, si distingue dalla più comune Ballerina bianca in quanto il maschio adulto in abito nuziale ha il petto di colore giallo brillante, che vira verso una tonalità più fulva nella stagione fredda. Le parti superiori sono grigie con le ali grigio scuro e dotate di una banda bianca. La gola è nera e una stria bianca la divide dal grigio del capo. Un lieve sopracciglio bianco è anch’esso evidente. Le femmine adulte in abito riproduttivo sono simili ai maschi con però la gola grigia e le parti inferiori di un giallo più tenue.
COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE Diffusa in Europa, fino alla Scandinavia e alla Russia settentrionale, così come in Asia Minore, Cina settentrionale e Giappone. Sono uccelli migratori a corto raggio, svernando nell'Europa occidentale e meridionale e nell'Africa settentrionale e occidentale.
in Italia è stanziale e nidificante.
A volte si osseerano esemplaiti accidentali sulle isole a ovest dell'Alaska, ma sono note segnlazioni anche più a sud, in California.
DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA Gli habitat ottimali sono corsi d'acqua e fiumi ombrosi e a corrente rapida circondati da foreste, con banchi di ghiaie e ghiaia, alcune aree profonde e a corrente lenta e, occasionalmente, isole ghiaiose o rocciose asciutte. Può utilzzare anche strutture come argini scoscesi, ponti, dighe e mulini come siti di nidificazione.
Più diffusa tra 300-400 m e 1.600-1.700 m, con discrete presenze fino a circa 2.000 m.
Durante lo svernamento appare meno selettiva e frequenta anche zone costiere sabbiose e rocciose, pianure ricche di corsi d’acqua, bacini lacustri e zone umide d’acqua dolce e salmastre.
PRINCIPALI FATTORI DI MINACCIA In Europa la specie è considerata vulnerabile agli inverni rigidi che possono produrre cali significativi delle popolazioni anche se a breve termine.
È sensibile alle modificazioni dell'habitat fluviale soprattutto in periodo riproduttivo (inerventi su argini e alterazioni del regime idrologico) che comportano la riduzione habitat idonei alla nidificazione e di disponibillità dellle prede di cui si nutre. Per quest'ultimo motivo è sensibile anche all'inquinamento delle acque.
MISURE DI TUTELA E CONSERVAZIONE Occorre evitare brusche variazioni del livello delle acque durante la stagione riproduttiva e adottare criteri d’ingegneria naturalistica nell’esecuzione degli interventi sulle rive dei corsi d’acqua, che comunque vanno limitati ed eseguiti al di fuori del periodo riproduttivo. È necessario il rispetto del Deflusso Minimo Vitale (DMV) ed una sua eventuale ridefinizione secondo criteri naturalistici.
La specie necessita di attenzione e di regolare monitoraggio in quanto gli habitat idonei sono soggetti a varie forme di degrado, soprattutto nella Pianura Padana ove mostra, in alcuni settori, segnali di contrazione della distribuzione e di declino della popolazione.
| SEGNALAZIONI NELL'OASI |
| DATA |
STAZIONE |
RILEVATORE |
NOTE |
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01/01/2004
28/02/2007
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OASI (in generale)
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Tinarelli Roberto (Ecosistema)
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presente in autunno-inverno
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