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Falco peregrinus Tunstall, 1771
Falco pellegrino

SISTEMATICA E TASSONOMIA
Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Falconiformes
Famiglia: Falconidae
Specie politipica con corologia cosmopolita. La sistematica è assai discussa (da 14 a 19 sottospecie, con confini d'areale talvolta poco conosciuti). Nel Paleartico occidentale si riconoscono le seguenti sottospecie: peregrinus (Turnstall, 1771), Paleartico occidentale e Mediterraneo fino al Mar Nero; calidus (Latham, 1790) dalla Lapponia al fiume Lena; brookei (Sharpe, 1873), dalla Penisola Iberica fino all'Asia Minore; madens (Ripley & Watson, 1963), nelle Isole del Capo Verde (Cramp & Simmons 1980).
In Italia sono presenti le sottospecie peregrinus (nidificante nell’arco alpino, migratore e svernante), brookei (nidificante nel’Italia peninsulare e sedentario) e calidus (migratore e svernante).

CARATTERISTICHE
Rapace con struttura tipica di Falco ma più grande e robusto con petto e capo massicci, ali larghe alla base e coda squadrata.
Specie con lieve dimorfismo sessuale (femmina più grande ma con capo più piccolo, bianco dell’alto petto meno esteso). L’abito riproduttivo della sottospecie peregrinus appare di colorazione grigio nelle parti superiori e biancastro con lievi barrature scure in quelle inferiori; iride bruno scuro, cera e zampe gialli, becco grigio-blu con base giallastra. La sottospecie brookei ha abito riproduttivo dell’adulto con colorazione più scura rispetto a F.p. peregrinus; il cappuccio più grande ed il mustacchio più largo fanno apparire l’area bianca delle guance quasi assente; le parti inferiori sono di color fulvo-rosato con barre dense ed evidenti. Il giovane presenta una variabilità di colorazione piuttosto ampia ma in generale le parti superiori sono bruno scuro con bordi chiari nelle copritrici, nel groppone e nel sopraccoda; zampe grigie con sfumature verdi o blu, becco grigio chiaro con apice scuro.
L’adulto in volo, visto da sotto, ha sotto-ala densamente barrato e disegno bianco-nero del capo ben visibile. Il giovane, visto da sotto, ha superficie alare barrata uniformemente con copritrici poco più scure delle remiganti.
Rispetto a Falco biarmicus e F. cherrug ha coda ed ali più corte e compatte.
Specie generalmente solitaria o a volte in piccoli gruppi familiari, in migrazione può formare raggruppamenti di al massimo una decina d’individui. Volo con battute potenti e molto rapide ma piuttosto rigide; in volteggio tiene le ali piatte o leggeremente sollevate a V. Caccia di norma in volo esplorativo ghermendo le prede in aria dopo inseguimenti o picchiate. Sfrutta molto le picchiate rapidissime. Talvolta ghermisce la preda anche sul terreno. Può fare eccezionalmente lo “spirito santo”. Talvolta caccia in coppia con adeguate strategie.
Specie altamente specializzata nella cattura di Uccelli. L’alimentazione è costituita occasionalmente anche da Chirotteri e piccoli mammiferi.
Specie nidificante in Italia. Nidifica in ambienti rocciosi costieri, insulari ed interni. La deposizione avviene fra metà febbraio e inizio aprile, max. fine febbraio-marzo. Le uova, 3-4 (1-6), sono di color marroncino o crema con macchie rossastre o rosso-marroni piuttosto grandi. Periodo di incubazione di 29-32 giorni.
La longevità massima registrata risulta di 17 anni e 4 mesi.

COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE
Specie a distribuzione cosmopolita. E’ presente in tutti i Paesi europei ma con una distribuzione frammentata in quelli centro-settentrionali. La stima più recente della popolazione nidificante in Europa è di 12.000-25.000 coppie concentrate prevalentemente in Groenlandia, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Turchia, Russia. Le popolazioni dell’Europa settentrionale svernano tra l’Europa centrale e il Nord Africa.
In Italia è presente come nidificante in tutte le regioni, più diffusa e abbondante nel sud e nelle isole. In Italia nidificano la sottospecie peregrinus nell’arco alpino e la sottospecie brookei nella penisola e nelle isole mentre durante la migrazione sono presenti anche indivudui della sottospecie calidus. La popolazione nidificante è sedentaria. I movimenti migratori degli individui provenienti dall’Europa settentrionale avvengono tra metà febbraio e aprile e tra metà agosto e ottobre. La stima più recente della popolazione nidificante italiana è di 787-991 coppie nel periodo 1995-2002 con trend della popolazione in incremento (Brichetti e Fracasso 2003). Non sono disponibili dati sufficienti per stimare la consistenza della popolazione svernante in Italia.

DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA
Specie sedentaria e nidificante, migratrice regolare e svernante.
L’areale riproduttivo della specie comprende la fascia collinare e montana ed è in atto nell’ultimo decennio la tendenza ad espandersi in zone ad altitudini maggiori e soprattutto ad occupare aree antropizzate della pianura (2 coppie nidificanti a Bologna, una nel polo chimico di Ferrara, una su una ciminiera di una centrale elettrica a Piacenza, vari individui, forse nidificanti, che frequentano il centro storico di Parma, Modena e Forlì). La consistenza della popolazione nidificante in Emilia-Romagna era stimata di 20-40 coppie nei primi anni ’90 (Chiavetta 1992); per il 2003 sono state accertate 45 coppie e stimate 61 coppie con trend della popolazione in marcato incremento negli ultimi anni (Bonora et al. 2007). Pur non disponendo di conteggi contemporanei su tutto il territorio regionale, si può confermare la tendenza all’incremento della popolazione nidificante anche per gli anni successivi.
Nella provincia di Bologna ad esempio era presente una sola coppia ad inizio anni ’70; la popolazione è cresciuta poi assestandosi per lungo tempo a valori di circa 5 coppie. A metà anni ’90 erano presenti 7 coppie con altre in via di insediamento. Dal 1999 si è assistito al passaggio da 11 coppie alle 19 del 2003 e alle 24 del 2007. Al di fuori del periodo riproduttivo è osservabile in tutto il territorio regionale e in particolare nelle zone umide e negli ambienti aperti ricchi di piccoli uccelli. La popolazione svernante è difficile da stimare poiché è composta da individui sia sedentari sia in transito. Anche il trend della popolazione svernante in Emilia-Romagna dagli anni ’90 è probabilmente in aumento.
Nidifica in nicchie e sporgenze di pareti rocciose della fascia appenninica ed anche in edifici e vari manufatti come torri degli acquedotti, silos, tralicci in pianura.
Al di fuori del periodo riproduttivo frequenta un’ampia gamma di ambienti purché ricchi di uccelli della taglia compresa tra un piccione e un passero.

STATO DI CONSERVAZIONE DELLE POPOLAZIONI REGIONALI
Valutazione IUCN regionale: EN (D)
Consistenza della popolazione regionale: Popolazione nidificante: 45-61 coppie nel 2003 (Bonora et al. 2007).
Popolazione svernante: è difficile invece valutare la popolazione svernante poiché la specie è presente su tutto il territorio regionale con densità diverse.
Valore conservazionistico delle popolazioni regionali: La popolazione riproduttiva regionale costituisce circa il 6% di quella nazionale. E’ difficile invece valutare la significatività di quella svernante poiché la specie è presente su tutto il territorio regionale con densità diverse.
Lo stato di conservazione della popolazione regionale è complessivamente soddisfacente ma la popolazione è limitata.
Il 30% della popolazione regionale nidificante e almeno il 20% di quella svernante è all’interno di siti Natura 2000. Delle 61 coppie possibili nel 2003 almeno 13 ricadono in Aree Protette Regionali (21%) e meno del 30% della popolazione regionale migratrice e/o svernante è all’interno di Aree Protette Regionali.
Specie classificata da BirdLife International come SPEC 3 (specie con status di conservazione sfavorevole e popolazione non concentrata in Europa); la popolazione europea è relativamente piccola ma soggetta ad un incremento dal 1970 (BirdLife International 2004).

PRINCIPALI FATTORI DI MINACCIA
Tra i fattori limitanti noti per la specie in Emilia-Romagna si possono annoverare:
- abbattimenti illegali,
- il disturbo antropico al nido causato da arrampicatori, escursionisti, fotografi, cacciatori nei siti di nidificazione in marzo-aprile e durante il periodo di insediamento delle coppie in gennaio-febbraio,
- presenza di linee elettriche che causano elettrocuzioni (folgorazioni) e collisioni,
- prelievo illegale di uova e/o pulcini dal nido (attualmente sembra essere un fattore poco rilevante),
- uso di pesticidi in agricoltura,
- avvelenamento da piombo in seguito all’ingestione di uccelli feriti dai cacciatori,
- la cattura accidentale nelle trappole per corvidi,
- la realizzazione di centrali eoliche in aree di alimentazione, nidificazione e transito che costituisce una rilevante minaccia per il futuro della specie.
Per i nidificanti in condizioni sinantropiche sussiste l’elevato rischio di malattie infettive e parassitarie (un giovane morto a Bologna per Trichomoniasi) trasmesse dal Piccione domestico che rappresenta l’80% della dieta (Bonora et al 2007).

MISURE DI TUTELA E CONSERVAZIONE
Le azioni proponibili per la tutela della specie in Emilia-Romagna consistono in:
- creazione di cavità artificiali su pareti rocciose in aree dove scarseggiano siti idonei per la nidificazione,
- definizione di protocolli tecnici per limitare la diffusione di pesticidi in natura,
- regolamentazione delle attività escursionistiche e del tempo libero in grado di arrecare disturbo alle coppie nidificanti,
- realizzazione di specifiche campagne di sensibilizzazione nei confronti di rocciatori ed escursionisti,
- limitazione dell’attività venatoria in prossimità dei siti riproduttivi,
- intensificazione dei controlli attuati dal personale preposto alla vigilanza venatoria,
- sorveglianza ai nidi per prevenire il furto di uova e/o di pulcini,
- controllo degli allevamenti e dei falconieri autorizzati,
- predisposizione di un programma operativo efficace per il superamento dell’uso dei pallini di piombo nelle cartucce utilizzate per la caccia,
- definizione di disciplinari per la realizzazione di nuove linee elettriche o per l’ammodernamento di quelle preesistenti e messa in sicurezza delle linee elettriche che insistono in contesti critici,
- prevenire la realizzazione di centrali eoliche in aree di nidificazione, alimentazione e transito.
L’installazione di piattaforme sui tralicci delle linee elettriche ad alta tensione permetterebbe molto probabilmente la nidicazione in aree di pianura idonee come la Bonifica del Mezzano e lungo la costa.
Specie facilmente confondibile con il Lanario. Per il censimento della popolazione nidificante è necessario visitare tutti siti idonei ed una buona conoscenza della biologia della specie. Il censimento della popolazione al di fuori del periodo riproduttivo è invece difficilmente realizzabile a causa della diffusione in numerose tipologie ambientali che coprono gran parte del territorio regionale.

SEGNALAZIONI NELL'OASI
DATA STAZIONE RILEVATORE NOTE
10/02/2019 Parete del Balzo dei Rossi Andrea Serra (Ecosistema) 1 femmina e 2 maschi in volo
07/04/2018 Parete del Balzo dei Rossi Maselli Mirco femmina in cova
25/03/2018 Parete del Balzo dei Rossi Maselli Mirco femmina in cova
17/03/2018 Parete del Balzo dei Rossi Maselli Mirco femmina in cova
29/04/2017 Parete del Balzo dei Rossi Maselli Mirco Femmina al nido con 2 pulli visibili
01/05/2014 Parete del Balzo dei Rossi Andrea Serra (Ecosistema) maschio su posatoio
01/01/2004 28/02/2007 OASI (in generale) Tinarelli Roberto (Ecosistema) 1 cp nidificante sul balzo, nel 2006 si è involato un giovane

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