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Amorpha fruticosa L.
Indaco bastardo

SISTEMATICA E TASSONOMIA
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida (Rosidae)
Ordine: Fabales
Famiglia: Fabaceae

CARATTERISTICHE
Pianta con portamento arbustivo, chioma espansa, alta 1 - 5 m e con gemme suppletive sotto quelle normali.
Fusto irregolare, sinuoso con rami sparsi fin dalla base, quelli giovani lievemente pubescenti e arrossati; corteccia bruno-chiara o grigiastra, nei rami dell'anno prima leggermente solcata.
Foglie caduche, composte, picciolate (2-3 cm), imparipennate con 11-25 foglioline ellittiche e e con stipole lineari, 2 - 4 mm che cadono precocemente.
Fiori ermafroditi su racemi irregolari e unilaterali, posti all'ascella fogliare, di colore violetto e con brevi pedicelli.
Calice campanulato 4 - 5 mm con 5 denti indistinti.
Corolla tubiforme ridotta a vessillo accartocciato, lunga 2 - 3 il calice, stami leggermente sporgenti e saldati alla base.
Il frutto è un legume di 7 - 8 mm, indeiscente, con 1-2 semi, coperto da grosse glandule.
Semi di forma oblungo-curvata.
È facilmente confondibile con esemplari arbustivi di Robinia pseudoacacia L.; per distinguerlo valgono i seguenti caratteri: la robinia è spinosa, non ha odori di sorta e le infiorescenze sono bianche e pendule; il fusto dell’indaco bastardo è peloso.
P caesp
Antesi: Giugno - Luglio

COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE
N-Americ. - America del Nord. Introdotta in Europa nel 1724.
Distribuzione in Italia: Segnalata ormai in tutte leregioni, ad eccezione della Sicilia. Neofita invasiva coltivata dal Settecento.

DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA
Lungo le sponde di corsi d'acqua e zone umide in genere, ruderi, bordi strade e incolti. Resiste bene anche a lunghi periodi di siccità.

STATO DI CONSERVAZIONE DELLE POPOLAZIONI REGIONALI
Valutazione IUCN regionale: Non applicabile (aliena)
Valore conservazionistico delle popolazioni regionali: alloctona invasiva a scala locale

IMPATTI SU BIODIVERSITÀ, SALUTE ED ECONOMIA
Invadendo le sponde fluviali, determina una cospicua caduta di biodiversità poiché edifica comunità di poche specie invasive che vanno a sostituire i saliceti arbustivi; l’indaco bastardo è inoltre in grado di eutrofizzare i suoli, in quanto riccamente dotato di noduli radicali ospitanti batteri simbionti azotofissatori.
In diversi paesi e regioni è specie inclusa nelle liste nere delle specie alloctone vegetali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione.

AZIONI DI CONTENIMENTO
Evitare la diffusione dei semi e dei piccoli frammenti di fusti e radici.
Nei popolamenti stabilizzati il taglio è efficace solo se in combinazione con erbicidi (il cui uso deve essere però autorizzato).
Le giovani piante devono essere eradicate e poiché rami e radici sono in grado di generare nuovi individui, tutte le parti della pianta vanno bruciate e non devono assolutamente essere compostate o mischiate ad altri cascami vegetali.

SEGNALAZIONI NELL'OASI
DATA STAZIONE RILEVATORE NOTE
09/04/2017 Lungo Reno Sirotti Maurizio Visita guidata flora spontanea
09/04/2017 Prato incolto davanti a Casa Natura (dal bombolone) Sirotti Maurizio Visita guidata flora spontanea
20/10/2013 Lungo Reno Andrea Serra (Ecosistema)

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