>> L'OASI SI PRESENTA >>  LISTA DELLE PIANTE DELL'OASI >> CORYLUS AVELLANA

Corylus avellana L.
Nocciolo comune; Avellano

SISTEMATICA E TASSONOMIA
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida (Magnoliidae)
Ordine: Fagales
Famiglia: Betulaceae
Corylus presenta numerosi taxa coltivati sia a scopo frutticolo che ornamentale.
Tra i primi, si possono ricordare in coltura agraria per produzione di frutti di grosse dimensioni Corylus maxima e Corylus colurna; tra i secondi le varietà di C. avellana a fogliame rosso o dorato (var. fusco-rubra Dipp., var. aurea Kirchn.) e quelle a portamento piangente (var. pendula Dipp.) o a rami contorti (var. contorta Bean.)

CARATTERISTICHE
Arbusto alto 3-4 metri, ma talvolta anche alberetto alto fino a 10 metri, con ramificazione alta. Apparato radicale forte ed espanso, provvisto di micorrize. Chioma densa, rami eretti, allungati e flessibili. Rametti giovani color ocra, villosi per brevi rigidi peli ghiandolosi bianchi o rossicci. Rami adulti con corteccia bruna scura, lucida, spesso desquamantesi in senso longitudinale e diffusamente provvista di lenticelle. Legno verde al taglio, poi bianco, indifferenziato, di odore gradevole. Gemme ellittiche, glabre, verdi, brevemente picciolate.
Foglie alterne tondeggianti, acuminate all'apice, con margine a doppia dentatura e nervature pennate ben evidenti, provviste di peluria nella pagina inferiore. Il colore è verde intenso nella pagina superiore, un po' ruvida, mentre è più chiaro ed opaco nella inferiore. Il picciolo è breve e tomentoso.
Fiori maschili in amenti penduli, di color giallastro, ricchi di polline a diffusione anemofila; fiori femminili presenti sulla stessa pianta poco appariscenti, a forma di gemma, provvisti di un breve ciuffetto di stimmi color rosso vivo.
Frutti: sono notissimi (nocciole); si tratta di grossi acheni racchiusi in un pericarpo legnoso di colore marroncino, eduli. Sono circondati quasi interamente da un involucro fogliaceo (cupola), dentato o irregolarmente frastagliato. Maturano in estate avanzata.
P caesp - Fanerofite cespugliose.
Antesi: Gennaio÷aprile. La fioritura è precoce (inverno-inizio primavera) e precede la fogliazione.

COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE
Europ. - Areale europeo.
Europ.-Caucas. - Europa e Caucaso.
Distribuzione in Italia: Presente in tutto il territorio.

DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA
E' una specie altamente plastica, adatta a vegetare in climi molto diversi e senza particolari esigenze di suolo. Può essere considerata sia specie colonizzatrice di terreni incolti e di pascoli abbandonati, sia arbusto di sottobosco associato, particolarmente in radure ed aree marginali, ad altre specie arboree, latifoglie o aghifoglie, dalla pianura all'alta montagna (da 0 a 1700 m).
Il nocciolo è da considerarsi una specie ubiquitaria ad elevata capacità ricolonizzatrice di zone abbandonate dall’attività agro-pastorale. Questa dote dipende dalla sua ampia diffusione, favorita sia dall’azione umana sia dall’opera disseminatrice di uccelli e piccolissimi mammiferi che si nutrono dei suoi frutti. I suoi semi, dotati di buona facoltà germinativa, sono in grado di attecchire praticamente in tutte le condizioni, occupando in pochi anni superfici naturali non boscate e aprendo così la strada a boschi di neoformazione, costituiti da specie diverse. Solitamente il nocciolo partecipa ai processi di ricolonizzazione forestale nelle fasi iniziali, per cedere poi il passo, dopo periodi più o meno lunghi, secondo la fertilità stazionale e la capacità concorrenziale, alle altre specie edificatrici del bosco che entrano caso per caso nel processo evolutivo.
Nella zona settentrionale della penisola italiana ed in buona parte di quella centrale, si possono distinguere tre situazioni.
1. Cenosi effimere, ossia di breve durata (dai 30 ai 50 anni circa), definibili corileti mesotermi, che si sviluppano soprattutto nell’area potenziale dei carpineti e degli aceri-frassineti, con accompagnamento nello strato arbustivo di Crataegus monogyna, Rosa canina, Rubus sp. e in quello erbaceo di Galanthus nivalis, Vinca minor, Asarum europaeum, Allium ursinum ed abbondante Clematis vitalba. Quando ai margini dell’area da ricolonizzare è presente il carpino bianco (zone pianeggianti) si formerà col tempo un carpineto più o meno ricco in nocciolo, che resterà subordinato. Qualora invece siano presenti acero montano e frassino maggiore (forre o versanti su substrati flyscioidi) il nocciolo, primo colonizzatore, verrà in alcuni decenni soppiantato dalla rigogliosa affermazione delle due specie arboree, fino a regredire.
2. Cenosi labili, denominabili corileti macrotermi, meno frequenti, che si formano nell’area potenziale degli orno-ostrieti, nei versanti soleggiati dell'orizzonte delle querce, su ex prati falciati abbandonati, con accompagnamento di Juniperus communis e Rosa canina e con specie erbacee tipiche di ambienti aperti. Sono formazioni rade che si sviluppano in tempi più lunghi (oltre 50-60 anni), per una certa povertà dei suoli, per lo più calcarei, poco favorevoli all’attecchimento e alla crescita delle specie ricolonizzatrici che accompagnano, e in seguito soppiantano, il nocciolo: carpino nero, orniello, talora anche carpino bianco. Lo stadio finale sarà un orno-ostrieto tipico, comunque sempre con presenza di nocciolo.
3. Cenosi durevoli, nell’area potenziale delle faggete submontane interessate o dal passaggio del fuoco o da eccesso di pascolamento. Qui il nocciolo e insieme il farinaccio trovano facile affermazione grazie alla capacità di ricaccio pollonifero dopo l’incendio ed alla precoce fruttificazione. In queste situazioni il corileto permane nel tempo, anche molto a lungo, al più con la compresenza minoritaria del faggio. In tali condizioni è inopportuno intervenire per tentare di estirpare il nocciolo. Sono altresì sconsigliabili inserimenti artificiali di altre specie, (soprattutto abete rosso), con l’eccezione di faggio e abete bianco, in grado di tollerare la copertura e di potersi affermare in tempi lunghi. Laddove si riscontra la presenza di nocciolo nel sottobosco di peccete, questa è un sicuro indice di diffusione della conifera al di fuori delle sue stazioni e, anche dopo il taglio definitivo dell'abete rosso, tenacemente si protrarrà nel tempo.

SEGNALAZIONI NELL'OASI
DATA STAZIONE RILEVATORE NOTE
14/05/2017 Rio Conco Andrea Serra (Ecosistema)
20/10/2013 Lungo Reno Andrea Serra (Ecosistema)
05/04/1989 15/06/1989 Rio Conco Andrea Serra (Ecosistema)

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