>> L'OASI SI PRESENTA >>  LISTA DEGLI ANIMALI DELL'OASI >> CHARADRIUS DUBIUS

Charadrius dubius Scopoli, 1786
Corriere piccolo

SISTEMATICA E TASSONOMIA
Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Charadriiformes
Famiglia: Charadriidae
Il corriere piccolo fu descritto formalmente dal naturalista francese Pierre Sonnerat nel 1786. Il suo nome generico Charadrius è un termine tardo latino che indica un uccello giallastro menzionato nella Vulgata del IV secolo. Deriva dal greco antico kharadrios, uccello diffuso nelle valli fluviali (kharadra, "burrone"). Il termine specifico dubius è latino e significa dubbioso, poiché Sonnerat riteneva che questo uccello potesse essere anche solo una variante di corriere grosso, Charadrius hiaticula, Linnaeus 1758.
Sono riconosciute tre sottospecie:
- C. d. curonicus J. F. Gmelin, 1789 - dall'Eurasia, Estremo Oriente russo, Giappone, Corea, Cina al Nord Africa. Sverna nel Sahara e nello Sri Lanka, fino all'Indonesia e alla Cina.
- C. d. jerdoni (Legge, 1880) - dall'India, dallo Sri Lanka, dal Pakistan al Sud-est asiatico.
- C. d. dubius Scopoli, 1786 - dalle Filippine, Nuova Guinea all'arcipelago di Bismarck.

CARATTERISTICHE
Il Corriere piccolo ha dimensioni modeste – non supera i 15 cm di lunghezza – e corporatura esile. Anche il becco è corto e sottile, la coda tondeggiante, mentre le ali appaiono lunghe e appuntite, con un’apertura alare che può raggiungere i 42-48 cm. In entrambi i sessi, la livrea appare bruno-chiara sul dorso, bianco è invece il ventre. Il collo è circondato da una banda nera, così come nere si mostrano la base e la parte superiore della fronte, le redini, le aree perioculari e auricolari; a differenza delle zampe, che evidenziano tonalità più chiare e tendenti al rosa.

COROLOGIA E DISTRIBUZIONE GENERALE
Piuttosto ampio è l’areale di nidificazione della specie: dalle coste atlantiche dell’Europa all’Africa settentrionale, fino all’Estremo Oriente e al Giappone, tendenzialmente al di sotto del 60° parallelo. Nilo e Sudan. In Europa come nel nostro Paese la specie è nidificante mentre lo svernamento avviene a sud del Sahara, dal Senegal al Golfo di Guinea, fino alla Somalia e al Niger, lago Chad, Valle del Nilo e Sudan. Modesti contingenti svernanti si ritrovano anche in alcuni siti del Mediterraneo, tra cui l’Italia, dove poche decine di coppie sono censite con regolarità nelle due isole maggiori.

DISTRIBUZIONE E HABITAT IN EMILIA-ROMAGNA
Nidifica su substrati sassosi e sassoso-ghiaiosi, soprattutto in ambienti aperti dell’interno (primariamente greti e isole fluviali e lacustri, preferibilmente in prossimità di pozze di acqua bassa e ferma con vegetazione palustre utilizzate per alimentare i pulcini, ma anche cave di sabbia e di ghiaia, depositi di inerti, sbancamenti stradali, piazzali industriali, bacini di decantazione di zuccherifici ecc), ma anche costieri (lagune, saline, distese di fango, dune, bassi litorali, aree portuali ecc); localmente in risaie, ambienti urbani e in bacini artificiali montani.
In migrazione e svernamento frequenta, oltre a saline e litorali sabbiosi, anche pascoli salmastri, coltivi e laghi montani..

PRINCIPALI FATTORI DI MINACCIA
Nonostante la specie sia particolarmente adattabile e in grado di colonizzare anche ambienti antropizzati e degradati, il successo riproduttivo in tali contesti risulta particolarmente incerto, essendo le covate molto vulnerabili nei confronti del disturbo causato spesso dalle attività umane. Anche in corrispondenza di ambienti naturali, la specie risente fortemente del disturbo arrecato dall’uomo, come quello dovuto agli interventi di regimazione dei corsi d’acqua e della messa in sicurezza delle sponde. Anche la presenza di pescatori, bagnanti, motociclisti, escursionisti con cani al seguito, sui greti e lungo le rive, è spesso fonte di disturbo.
I nidi risultano altresì vulnerabili alle variazioni del livello delle acque, che si verificano spesso in corrispondenza dei fiumi o delle sponde lacustri, nonché alla colonizzazione dei siti da parte della vegetazione e all’erosione delle coste. Nidificando a terra, altre cause di perdita di uova o di morte dei pulcini possono essere rappresentate da episodi di calpestio, predazione da parte di Mammiferi terrestri e innalzamento improvviso del livello dell’acqua dovuto a temporali estivi.

MISURE DI TUTELA E CONSERVAZIONE
Le misure più importanti per la conservazione del Corriere piccolo consistono nell’evitare il disturbo antropico durante il periodo riproduttivo (come per il Fratino), dovuto a balneazione, motocross, fuoristrada, pesca sportiva e cani, soprattutto lungo i greti fluviali (in particolare le isole centrali dei corsi d’acqua) e le aree costiere.
È importante, a tal fine, sensibilizzare i fruitori delle aree utilizzate dal Corriere piccolo rispetto ai possibili impatti delle loro attività a carico della specie.
Vanno altresì evitati interventi di regimazione idraulica tali da distruggere i siti idonei ad ospitare i nidi.

SEGNALAZIONI NELL'OASI
DATA STAZIONE RILEVATORE NOTE
01/01/2004 28/02/2007 OASI (in generale) Tinarelli Roberto (Ecosistema) Lista presenze gen 2004 - feb 2007

Webmaster: Ecosistema scrl
Consulenze e Servizi per la conservazione della Natura e lo sviluppo ecosostenibile - Copyright © 2006-2013 Ecosistema scrl